La donna in gabbia – Jussi Adler-Olsen

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Il romanzo “la donna in gabbia” del danese Jussi Adler-Olsen è il primo di un ciclo incentrato sulla nuova “sezione Q” della polizia danese, una speciale divisione investigativa specializzata nei “cold case“, quei crimini irrisolti da troppo tempo.

Il protagonista è un poliziotto in crisi, un tempo brillante ma in declino per un trauma subito in azione e ghettizzato dai colleghi per il pessimo carattere.

Non amo il genere “poliziesco d’azione con serial killer annesso”, e le mie precedenti recensioni lo confermano, si veda per esempio, “Blacklands” o, peggio, i romanzetti di Faletti.

Tuttavia questo “La donna in gabbia” mi ha sorpreso e regalato sicuramente una lettura interessante ed avvincente.
Insomma, che dire: la storia è interessante, sicuramente qualcosa di già visto (il poliziotto in crisi che riprende un “cold case”) ma il genere non lascia molto spazio alle variazioni; tuttavia qui non scadiamo nei soliti stereotipi di genere, e se qualche stereotipo c’è, è assolutamente estemporaneo ed affatto importante: lo definirei un peccatuccio veniale. I personaggi sono abbastanza ben caratterizzati, nonostante la distanza culturale con i “freddi” nordici.

Dopo Stieg Larsson, la letteratura nordica, in particolare il giallo, ha avuto un prepotente ritorno nel mercato spesso non accompagnata da una qualità equiparabile; questo romanzo, invece, fa senz’altro ben sperare.

Godibile, anche se non memorabile.