Feb 21

Neuroblastoma II

Scrissi del Neuroblastoma in questo post datato 2009.

Neuroblastoma

Ricevo oggi questa mail dal progetto “World Community Grid“, una rete di calcolo distribuito che utilizza i computer collegati per effettuare calcoli ed esperimenti scientifici, per i progetti più disparati. Tra questi vi è “Help fight childhood cancer“, il cui obiettivo è quello di identificare tra milioni di possibili molecole le più efficaci nel combattere il Neuroblastoma.

Questo è il contenuto della mail:

 

You’re improving the odds for children with neuroblastoma!

 

With your help, the Help Fight Childhood Cancer research team in Japan has discovered seven drug candidates that show great promise as new treatments for neuroblastoma, one of the most common and dangerous forms of childhood cancer. In lab tests, these drug candidates were very effective at destroying neuroblastoma tumors without any apparent side effects.

 

Tradotto per i non anglofoni: sono state selezionate 7 molecole tra le milioni possibili che hanno dimostrato un altissima efficacia nel distruggere i tumori del neuroblastoma senza alcun apparente effetto collaterale.

E’ un orgoglio aver partecipato a questo studio.

May 17

Guerra eterna – Joe Haldeman

Non mi posso considerare un appassionato di guerra. Nutro un certo interesse per la storia militare, ma no tanto per la guerra in sé, quanto per il suo ruolo nella storia.

Joe Haldeman, “Guerra Eterna” (1974), Urania Collezione

La guerra è stata per millenni una delle forze trainanti della storia, di certo la più ovvia, a pari merito con la ben più trascurata economia. La guerra ha cambiato i destini di popoli con rumore assordante, anche se l’economia l’ha fatto altrettanto efficacemente senza farsi notare. L’impero romano è stato distrutto dall’economia, non dai barbari.

Ad ogni modo, la guerra è ciò che muove la storia, e lo fa in modo spettacolare, è dunque ovvio che un genere importante della scifi sia la fantascienza (o space opera) militare (military science-fiction).

Proprio perché la guerra mi appassiona fino ad un certo punto, il genere non è tra i miei preferiti. Se ho amato film come “Dove osano le aquile“, “Salvate il soldato Ryan“, “Platoon” e “Hamburger Hill collina 937“, ho sopportato a mala pena il famosissimo e celebrato “Starship troopers – fanteria dello spazio“, che considero a pari merito con “Aliens” un buon film ma non certo un capolavoro.

Credo che il motivo sia da ascriversi al fatto che questi film, comunque, celebrano un qualcosa in più rispetto il semplice atto bellico, può essere l’ingegno e la scaltrezza, il senso del sacrificio e il lato umano dei combattenti o, al contrario, il loro lato bestiale. Non posso a questo proposito che ricordare una delle scioccanti scene finali del film “Soldato Ryan”, quando un soldato tedesco trafigge con il coltello in un corpo a corpo uno dei soldati americani sussurrandogli all’orecchio uno “shhhhhh” come a cullare un bimbo a lasciarsi andare all’inevitabile sonno.

Pertanto ho affrontato “Guerra eterna” di Haldeman con un certo pregiudizio.

Esso è, a grandissima ragione (ma questo l’ho capito solo a posteriori), nell’olimpo dei romanzi del genere, assieme alla “Fanteria dello spazio” di Heinlein.

Haldeman

fu soldato in Vietnam, ingegnere del Genio militare, e fu gravemente ferito in combattimento.

Tale esperienza ha ispirato già il suo primo romanzo, “War Year”, considerato “non-genere”, cioè “fiction non speculativa”.

Guerra eterna racconta la storia di un giovane reclutato come soldato per combattere una guerra contro i misteriosi Tauriani, la prima razza vivente extraterrestre incontrata durante i primi viaggi interstellari. Nulla è noto di loro, né è noto neppure il motivo della guerra. Tuttavia i protagonisti vengono condizionati a diventare delle perfette macchine da guerra, spietate e risolute.

La vita militare è, prevedibilmente, durissima. Molti muoiono già durante l’addestramento, ed i teatri di guerra e le situazioni sono le più dure immaginabili. Non solo le armi utilizzate dagli uni e dagli altri sono sconvolgenti, ma anche gli ambienti: piccoli satelliti rocciosi o coperti di ghiaccio, pianeti alieni e di cui poco si conosce, e molto altro.

Fattore importantissimo del romanzo è la costituito dagli effetti della relatività ristretta. Viaggiando a velocità relativistiche, prossime cioè alla velocità della luce, i protagonisti subiscono gli effetti di rallentamento del tempo locale e dunque durante i viaggi per il resto dell’universo è trascorso un tempo molto più lungo; la conseguenza è duplice, da una parte questi soldati si ritrovano a combattere in situazioni molto diverse da quelle preventivate, ad esempio, contro armi che alla partenza del viaggio non erano neppure state inventate. Dall’altra durante i rientri nella vita “civile” si ritrovano emarginati per l’evoluzione stessa della società, essendo gli ultimi rappresentanti di una generazione perduta da tanto tempo. In una delle situazioni più surreali, i protagonisti, che sono di entrambi i sessi, si ritrovano in una società che si è evoluta relegando i rapporti eterosessuali in minoranza, separando i sessi e rafforzano i rapporti omosessuali. Essi pertanto sono visti come dei “reietti”, degli strani fenomeni reduci di una mentalità morta e sepolta da tempo e in quel momento anche deprecabile.

Pertanto la “guerra” che i protagonisti combattono è un continuo susseguirsi di battaglie cruente che procedono all’apparenza all’infinito, senza possibilità di termine.

Guerra Eterna contiene gran parte della sua esperienza di combattimento, in particolare i temi profondamente critici quali il condizionamento dei soldati (riferimento alle droghe che venivano, e forse vengono ancora, somministrate ai soldati per attutirne il senso di colpa), l’emarginazione dei reduci al loro ritorno in società (trattato in altre opere a cominciare da “Rambo”), la perdita di compagni ed amici, la manipolazione da parte di chi ha interesse da una parte a sostenere lo sforzo bellico e dall’altra a manipolare notizie ed informazioni per alterare la percezione della situazione da parte degli elettori.

Guerra Eterna è un romanzo profondissimo e toccante, che dimostra per l’ennesima volta che la percezione del genere fantascientifico come genere di puro intrattenimento è decisamente limitato. Romanzi come questo andrebbero letti perché in tutte le letture dei futuri possibili sta la realtà di un presente assolutamente tangibile.

 

May 16

Let’s disqus!

Una delle cose che ho più apprezzato di Splinder quando, molto tempo fa, ho aperto il mio primo blog, ai tempi in cui ancora avere un blog andava di moda, prima dell’era di Facebook e Twitter, era la community.

Splinder era in effetti forse il più grande portale di blogger italiano, fatto di persone che oltre a pubblicare articoli su qualunque cosa, dalle poesie alle foto dei gatti ai propri mugugni, si conosceva e frequentava virtualmente attraverso la visita e i commenti.

Splinder è morto da tempo ormai, l’indirizzo originale rimanda alla ricerca della parola “blog” su un improbabile motore di ricerca pressoché sconosciuto e di dubbia legalità, data il plagio smaccato dell’impostazione grafica di google.

Ad ogni modo, quella bella community ha subito la diaspora, distribuendosi chi su blogger, chi su wordpress, chi altrove… Ed è un peccato, perché le visite a cadenza quasi quotidiana si sono diluite nel tempo, perdendo i contatti.

Penso a Ms. Reveries, che mi ha lasciato qui i saluti ieri, Kaliparthena, Filippo e la sua “macchina da guerra” Replicars, per citare alcune delle persone con cui sono ancora in contatto, ma ci sarebbero tanti altri, tra cui rrrrr…. chissà che fine han fatto.

Ad ogni modo, una delle difficoltà è appunto tenersi in contatto, è per questo che ho deciso di installare su questo blog il plugin “disqus“.

Disqus (che suona come “discuss”, discutere) è un sistema che permette, sia ai commentatori che ai siti web, di tenere traccia delle discussioni, aggregandole sia in un pannello globale personale, sia all’interno dei commenti stessi; inoltre invia dove necessario dei comodi alert quando si ricevono risposte o apprezzamenti. E’ il “social network” dei blog.

Richiede soltanto la registrazione gratuita dell’indirizzo email.

Invito i miei assidui lettori e commentatori ad utilizzarlo, non ne farete più a meno. Soprattutto coloro che hanno un blog e desiderano mantenere i contatti con i visitatori: esistono plugin per i più diffusi sistemi di blogging, compreso blogger e ovviamente wordpress. Una volta installato il plugin, si registra il proprio blog nel sito di Disqus ed il gioco è fatto. Si può fare anche il contrario, in tal caso il sistema fornisce automaticamente le istruzioni per l’installazione. Con WordPress si può fare tutto direttamente dal pannello di amministrazione, tra l’altro.

Che ne pensate?

 

PS: i commentatori vegani che hanno intenzione di assillare i presenti con il parmigiano vegano sono cortesemente invitati ad astenersi dal farlo. Disqus supporta la moderazione ed i filtri, e dunque non vi conviene rompere le balle!!

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