May 15

Processo Alieno – Robert J. Sawyer

“Processo Alieno”, Robert J. Sawyer, ed. Fanucci

La pagina di Wikipedia dedicata allo scrittore canadese Robert J. Sawyer, afferma che lo stesso si definisce uno scrittore di Hard Sci-Fi, tuttavia la profondità della caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi tenderebbero a posizionarlo ben al di sopra di questo sottogenere.

A prescindere dalla condivisione o meno di questa visione dei “generi”, il “processo alieno” è un caso di un romanzo che tiene ben saldi i fondamenti di un sottogenere per spaziare nell’ambito di un genere totalmente differente.

Processo Alieno, è un bel legal thriller su base fantascientifica, che prende spunto da un fatto decisamente sci-fi per raccontare una storia tipicamente “legal” e tocca temi diversi e profondi come il pregiudizio verso lo straniero, la giustizia e i diritti.

Il romanzo è davvero suggestivo, si legge d’un fiato e credo possa essere apprezzato dagli amanti di entrambi i generi, sci-fi e legal. In esso infatti l’elemento fantascientifico è limitato allo stretto necessario, al “casus belli”, ossia la visita da parte di un’astronave aliena al pianeta terra, e all’incontro tra i rappresentanti delle due “razze”, e alla situazione che causerà un processo con conseguenze terribili.

Sebbene non sia l’unico esemplare del genere (di primo acchito mi viene in mente il “Club dei vedovi neri” del compianto prof. Asimov) di fatto si tratta di un romanzo davvero notevole che ritengo personalmente piuttosto sottovalutato.

May 14

Welcome back!

Eccomi di ritorno dopo una pausa lunga tanti, troppi mesi.

Troppe cose da fare, soprattutto lavorative, poco tempo per leggere (i record degli anni passati sono un bel ricordo) e ancor meno per scrivere.

Alcuni flash qui e lì:

  • Carino il film “Biancaneve” (in inglese “Mirror Mirror”), prende un bel 7/10 nella mia lista, nonostante un misero punteggio di 5.5. Ironico, divertente, non banale e con qualche bella trovata, nonostante una trama ovviamente scontata. Brava Julia Roberts, sempre bella come il sole.
  • Molto belli anche “Hugo Cabret” e “Midnight in paris“, in modo diverso legati al tema del fantastico di cui tratta questo blog. In particolare il primo è una bella storia della vita di Georges Méliès, l’inventore “ufficiale” degli effetti speciali nel cinema. Un grande uomo che ha fatto a suo modo la storia, senza neppure sospettarlo.
  • Bellissimo il canale TV Sky Arte, aperto da poco ma uno dei miei preferiti. In particolare segnalo il ciclo “potevo farlo anch’io“, in cui Francesco Bonami e Alessandro Cattelan (quando il nome segna il destino!) discutono in modo simpatico e leggero di arte contemporanea, mettendo alla portata di tutti un settore che per molti sembra inarrivabile. Gustosissimo
  • Tra i libri, molte le delusioni di questi mesi, in particolare gli autori italiani (La pesatura dell’anima della Farris è stata quella più cocente), ma segnalo la “Guerra eterna” di Haldeman cui spero di dedicare più spazio in un immediato futuro, e il “Processo Alieno” di Sawyer. Sembrerebbe interessante anche “Cuore di acciaio” di Swanwick, ma è tra quelli iniziati e mai finiti; penso invece manderò alle ortiche il tanto decantato “Canto oscuro” di Alessio Brugnoli, nel filone, ancora, dello steampunk italiano, ma lento come la tortura della goccia d’acqua. Sopravvalutato.
  • Colgo l’occasione per citare anche “Quoziente 1000” di Poul Anderson, terminato giusto ieri, un esempio di “Fantascienza speculativa” che vuole rispondere alla domanda “che succederebbe se gli esseri viventi sulla terra subissero un’accelerazione improvvisa delle proprie facoltà mentali?” Interessante la risposta, molto lenta e non altrettanto vivace la narrazione. Ecco, preferisco di gran lunga l'”Incontro con Rama”, genere simile, narrativa sublime.

Concludo qui il mio “intervallo” tra un lavoro e l’altro, con una riflessione, anzi due. La prima è che eliminerò progressivamente da questo blog ogni intervento che non sia attinente strettamente alla fantascienza e al fantastico, in particolare ogni articolo su politica e sociologia spicciola. Potrei fare di rimbalzo qualche intervento sull’economia, dato che ho terminato recentemente “A scuola di economia“, di Francesco Carbone ed edito da Usemlab, un trattato molto affrontabile sulla scuola Austriaca tratto dalle lezioni del prof. Huerta de Soto. Un libro che tutti dovrebbero leggere per capire perché siamo messi come siamo messi.

L’altra riflessione è che ho colto atto del fatto che il post sul “parmigiano vegano” ha avuto molto più successo di ogni altra recensione seria su letteratura, cultura, arte, pertanto d’ora in avanti mischierò negli articoli alcuni di questi termini, in modo che i visitatori vegani che capiteranno tra queste pagine abbiano l’occasione di imparare qualcosa di interessante, oltre che rosicare e scorticarsi dall’invidia per la loro triste alimentazione.

Vi chiedete se sto scherzando? Ancora non l’ho deciso.

Aug 06

Henrietta Lacks,

Credo di aver già parlato, qui nel blog, di Henrietta Lacks, una giovane di colore morta nel 1951 a 31 anni per un tumore al collo dell’utero.

La morte della giovane sarebbe passata all’oblio come la sua triste e povera esistenza se alcune cellule di quel tumore non fossero state e per i rituali esperimenti dell’epoca e non avessero dimostrato una sconcertante proprietà: quelle di replicarsi all’infinito senza morire.

Questa proprietà rivoluzionò gli studi sulla genetica e sull’oncologia. Dopo 60, la linea genetica HeLa è utilizzata in molti laboratori per gli esperimenti e test più diversi, potendo i ricercatori contare su condizioni di partenza quasi sempre perfettamente replicabili.

L’affascinante blog tenuto da Salvo Di Grazia aka WeWee, MedBunker, riporta un bellissimo articolo sulla vita e l’importanza di Henrietta e delle “sue” HeLa. Articolo, come al solito, rigoroso dal punto di vista scientifico ma assolutamente leggibile per tutti.

Mi ha lasciato totalmente stupefatto e molto incuriosito sapere che dalle originali cellule HeLa si stanno via via generando, proprio in forza della loro “allergia alla morte”, nuove linee genetiche totalmente diverse che fanno sospettare che si sia formato il primo essere vivente evoluto dall’Homo Sapiens.

Siamo di fatto di fronte al motore ultimo dell’evoluzione.

 

Il link all’articolo citato è qui: http://medbunker.blogspot.it/2012/07/i-nomi-della-medicina-henrietta-lacks.html