Straniero in terra straniera – Robert A. Heinlein

L’aprì, e vide che dentro c’era una fonoscrivente, un necessaire da toeletta, un abito di ricambio, tutto quello di cui un giornalista molto indaffarato poteva aver bisogno se veniva chiamato fuori città… persino una ricetrasmittente autorizzata per collegarsi al servizio telefonico.

Robert Heinlein è noto al grande pubblico, ovviamente del tutto inconsciamente, per un film alquanto fracassone, uscito diversi anni fa, tratto da uno dei suoi romanzi più noti e più peculiari: Starship troopers, fanteria dello spazio.
In realtà, il merito di Heinlein nella storia della sci-fi non è limitato alla valorizzazione, fino all’estremo, del sotto genere della “space opera militare“, anzi, Heinlein ha esplorato tantissimi temi diversi anticipando di molti anni la storia sociale e politica mondiale.More about Straniero in terra straniera
Straniero in terra straniera” è da wikipedia considerato il primo romanzo “maturo” dell’autore, forse perché in esso sono trattati in modo molto approfondito temi di carattere sociale.
La storia prende vita con un incidente accaduto a dei coloni marziani; tutti i componenti della squadra, costituita da coppie stabili di esperti in diverse materie, soccombono. Sopravvive soltanto il figlio di una delle coppie, nato e cresciuto su Marte ed allevato da marziani.
Questo giovane non conosce nulla del mondo terrestre, e pertanto si trova a fare i conti con situazioni che lui non riesce a comprendere. Sottovalutato dal resto del mondo, in realtà intelligentissimo ed dotato di una logica estrema, è dotato di un carisma immenso che spinge le persone a fidarsi di lui e ad accettare i suoi punti di vista tanto da raccogliere attorno a sé gruppi di persone sempre più grandi e fondare un movimento religioso.
Il carattere di questo personaggio è tanto ben finito che il lettore stesso ne subisce il fascino e il carisma. Tanto da arrivare ad utilizzare spesso, inconsciamente, un termine molto frequentemente usato dallo stesso personaggio per indicare un concetto marziano non traducibile nelle lingue terrestri, “groccare“, un sinonimo assai riduttivo di “comprendere”.
In questo romanzo Heinlein tratta magistralmente molti temi che poi svilupperà in altri scritti: la diversità, la chiusura dei piccoli gruppi umani, la libertà, l’accettazione dello straniero e la discriminazione; ma anche, con una sorprendente chiaroveggenza, l’amore libero, fisico e spirituale, in grande anticipo rispetto i tempi degli hippy (il romanzo è del ’61).
I piani di lettura per questo romanzo sono davvero molteplici. In esso si può leggere a piacere una forte critica verso la società consumistica americana del tempo così come una rilettura della vita di Gesù, senza arrivare all’ovvio paragone con il più classico dei bildungsroman (romanzo di formazione) su cui tanto hanno insistito i nostri insegnanti di lettere.
Personalmente ho trovato il romanzo davvero molto bello, molto istruttivo sotto molti punti di vista, essendo di fatto uno specchio molto realistico della società moderna; soprattutto con la nostra formazione piuttosto puritana e affatto generosa verso lo straniero in generale, è facile trovare il protagonista “disturbante” a nostra volta, e di sicuro era esattamente questo che Heinlein si aspettava di provocare nel lettore. Ma non possiamo alla fine che essere affascinati da questa persona, né uomo né marziano, nello scoprire alla fine la vacuità del nostro vivere moderno.
Un romanzo meditativo che va senz’altro fatto decantare a lungo prima di essere capito, pardon, groccato nella sua interezza.

5/5, solo perché di più non si può.